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AMARE

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Don Luigi con la presidente Ketty Remelli, il sindaco di Peschiera, Orietta Gaiulli, e alcune volontarie all’inaugurazione dello sportello d’ascolto nel 2013

Il nostro caro amico don Luigi Trapelli ci ha commosso con una bellissima riflessione pubblicata sul giornale L’Avvenire del 29 novembre 2020.

“Donna, insegnaci ad amare! Amare non è riempire un vuoto o colmare distanze, ma ascoltare, essere capiti, protetti, nella purezza del cuore.

Perché chi ama desidera, condivide, non possiede e vuole il bene dell’altro.

Oh uomo, china il tuo capo davanti alla mestosità di una donna e sappi che è nel suo grembo che Dio ti ha generato”.

Don Luigi

Dalla crisi culturale della famiglia nasce il malessere sociale e la violenza. Incontro con monsignor Bruno Fasani.

Gabriella Poli – San Benedetto di Lugana – La famiglia è in evoluzione. Il concetto di questa istituzione, così come lo abbiamo percepito da sempre sta cambiando velocemente. Dalla famiglia patriarcale di un tempo si è passati a quella più ristretta di mamma, papà e figli. E oggi si sta ancora cambiando. Si vedono famiglie di conviventi, famiglie mono parentali, famiglie allargate con ex mogli o ex mariti che a loro volta hanno nuovi compagni…, famiglie etero sessuali e omosessuali etc.

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Incontro con Paolo Crepet, l’uomo che vive nel futuro, al Senior Festival di Peschiera del Garda, nella serata organizzata da Sos Violenza domestica

Gabriella Poli – Peschiera del Garda – Ho sempre pensato che il futuro fosse la dimensione ideale. Un futuro teso al miglioramento in tutti i campi, al raggiungimento di traguardi ambiziosi, allo sviluppo di progetti professionali, di sogni da realizzare e povero di invidia e viltà. Ne parlavo a Milano, anni fa, con l’amico Italo Piccoli, docente di sociologia alla Cattolica e quando gli dissi testualmente “L’uomo può vivere solo nel futuro”, rimase colpito. Erano gli anni ’90 in piena New Age dove il “qui e ora” imperava. Ma il presente paga solo chi decide di vivere rassegnato a far passare il tempo giorno dopo giorno fino a che passa anche la vita. L’uomo che vive nel futuro è un concetto visionario che ha messo nero su bianco, tra l’altro, Paolo Crepet, ieri sera a Peschiera in una conferenza nell’ambito della terza edizione del Senior Festival organizzata dall’associazione Sos Violenza Domestica.

Perché il pensiero del futuro mantiene vivi e vitali anche gli anziani, i quali finché pensano a realizzare progetti non sentono il peso degli anni e sopportano più serenamente le magagne del presente. Ma la progettualità del domani è indispensabile soprattutto per le giovani generazioni che non possono limitarsi a vivere parandosi dietro le indiscutibili difficoltà a trovare lavoro. Anche le generazioni passate hanno avuto difficoltà nel lavoro ma hanno affrontato fatica, privazioni e responsabilità, hanno studiato e si sono preparate alla professione seriamente. Senza sacrificio, sforzo personale e progetto si resta fermi nel presente a passare giornate e serate inutili. Ecco perché la sana ambizione è un concetto che fa muovere il mondo. Non importa se si sbaglia, una, due, cento volte. L’azione ragionata e eticamente corretta è vincente, chi agisce è vincente. Al coraggio di affrontare le difficoltà e progettare un domani migliore si affianca la passione che ha reso grandi e spesso longevi artisti e uomini famosi.

Ecco dunque che passione e coraggio rappresentano quella marcia in più che può sconfiggere anche la vecchiaia e la malattia. Che può salvare dal baratro le nuove generazioni deboli e inconcludenti, non vaccinate alla fatica del pensiero, del sublime semplice, della bellezza dell’arte e della cultura, indebolite dalla scuola di stato, permissiva e senza valori…

Crepet, psichiatra, sociologo, scrittore e grande affabulatore, ha trovato consensi nella platea dei senior, guidata dall’assessore Massimo Oliva, organizzatore del Festival e dal manager e storico dott. Carlo Scattolini. La serata si è conclusa con autografi dell’autore sui due libri presentati “La passione” e “Il coraggio”, appunto.

In 200 alla “Camminata rosa” per dire no alla violenza dentro le mura di casa

Gabriella Poli – Pacengo di Lazise – Maglietta bianca e palloncino rosa in mano, in 200 hanno camminato stamattina lungo la spiaggia di Lazise, testimoniando contro la violenza dentro le mura di casa. Donne, principalmente, ma anche uomini e bambini hanno percorso i cinque chilometri, previsti dalla camminata non competitiva, nell’incantevole percorso ad anello che dalla Capannina Beach di Pacengo si dirama verso Lazise e ritorna al punto di partenza. La manifestazione organizzata dalla nostra associazione, Sos Violenza domestica di Peschiera d/G., che rientrava nel programma del Festival “Pacengo jazz 2018 al femminile”, ha avuto il patrocinio del Comune di Lazise e della Regione Veneto e il sostegno di varie associazioni del territorio, tra cui la Croce Rossa, che ha garantito la presenza dell’ambulanza per le emergenze. La Capannina Beach ha invece offerto lo spazio logistico, oltre che una esibizione sportiva di king boxing e un concerto jazz, e ha partecipato al ricco buffet offerto dalle volontarie dopo la marcia. Presenti, tra gli altri il sindaco di Lazise, Luca Sebastiano e l’assessore al sociale, Maria Vittoria Gatto. Tra i partecipanti numerose innerine provenienti da vari club, socie e simpatizzanti oltre che alcune donne che hanno trovato sostegno al nostro sportello d’ascolto, aperto tutti i martedì dalle 17 alle 19 presso la Parrocchia di San Benedetto di Peschiera. Sos Violenza domestica, presieduta dall’avvocato Ketty Remelli, fondata nel 2013, opera sul territorio di Peschiera e dintorni ed è collegata tramite un protocollo della Usl 9 al Pronto Soccorso e alle Forze dell’ordine per le situazioni di emergenza. Coloro che si rivolgono allo sportello, trovano volontarie, qualificate da numerosi corsi di formazione, e professionisti quali psicologi e avvocati. Numero di emergenza 342 7584161 – sosviolenzadomestica@libero.it. www.sosviolenzadomestica.wordpress.com