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Febbraio 2015 – Un anno insieme contro la violenza

ketty(Ketty Remelli) – SOS violenza domestica onlus, come dice il nostro slogan, si propone di far uscire dal buio e dalla paura i soprusi vissuti all’interno delle mura domestiche. Questa forma di violenza non conosce limiti sociali, di razza o geografici; può colpire indistintamente donne o uomini, bambini o anziani e si manifesta in molteplici forme.

La più nota, a causa dei sempre più frequenti episodi di femminicidio, è la violenza fisica sulle donne. Uno studio commissionato dalla regione veneto ha evidenziato che in italia il 31,9% delle donne, fra i 16 ed i 70 anni è stata vittima di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, pari ad una stima di 6 milioni 743 mila donne! Nel solo Veneto tale percentuale è pari al 19,6% per la violenza fisica e addirittura al 26% per quella sessuale. Secondo uno studio dell’università di Harvard la violenza per le donne è la prima causa di morte e di invalidità, più del cancro, degli incidenti stradali o della guerra. Tuttavia, la violenza domestica non si esaurisce nell’aggressione fisica, vi è una forma di sopruso che seppur non lasciando segni visibili sul corpo crea delle cicatrici profonde ed indelebili nella vita di chi ne è vittima: la violenza psicologica. Questo tipo di aggressione che può colpire indistintamente donne o uomini e minori, attua un processo di mortificazione psicologica attraverso parole denigratorie continue: “non sei capace di fare niente” “che cosa vuoi che me ne faccia io di una/ uno come te, è meglio se ti levi dai piedi”. Anche le manovre più nascoste come il sarcasmo, la derisione continua, il disprezzo, espresso anche in pubblico con nomignoli o appellativi offensivi, oppure il mettere costantemente in dubbio la capacità di giudizio o di decisione, servono a destabilizzare emotivamente, senza che chi sta attorno alla vittima se ne accorga. La violenza psicologica è subdola, silenziosa ed invisibile, ma non per questo meno devastante di quella fisica. spesso chi ne è vittima non si accorge nemmeno di essere quotidianamente manipolato/a dalla persona che le è accanto. le persone sottoposte costantemente a questa aggressione iniziano a dubitare di sé, dei propri pensieri, dei propri sentimenti, si sentono sempre in colpa, inadeguate e spesso si isolano o vengono isolate perché assumono comportamenti non spontanei, scontrosi, lamentosi o ossessivi. Raramente queste persone riescono a ribellarsi, spesso anche per paura delle opinioni dei famigliari, “te l’avevo detto io che quello non era l’uomo/donna per te!” , e quando riescono a farlo si ritrovano soli senza punti di riferimento. SOS violenza domestica intende occuparsi prevalentemente di questa forma particolare di aggressione, attraverso una campagna di sensibilizzazione e di informazione su questo difficile tema, organizzando convegni con l’ausilio di professionisti, quali medici, psicologi, legali e membri delle forze dell’ordine, che attraverso la loro esperienza aiutino a comprendere in cosa consiste questa forma di violenza, come si manifesta, quali ne sono i “sintomi” e come cercare di uscirne. Nel corso del 2014 abbiamo trattato le problematiche relative alla violenza sulle donne, analizzando la tematica anche dal punto di vista degli operatori di Pronto Soccorso, della violenza sui minori, di quella perpetrata attraverso l’uso di internet (cyberbullismo, dipendenza da internet, furto d’identità ecc.) mentre all’inizio del 2015 abbiamo organizzato una tavola rotonda relativa alla violenza sugli anziani e sulle badanti. Nei prossimi mesi grazie all’aiuto e al sostegno di diverse volontarie riusciremo a raggiungere il nostro scopo principale ovvero l’apertura di uno sportello presso la Parrochia di San Benedetto di Lugana, ove il Parroco Don Luigi Trapelli, ci ha concesso l’uso di una stanza della canonica. Nel mese di ottobre le socie fondatrici insieme ad una ventina di volontarie hanno seguito un corso di preparazione all’attività di ascolto tenuto dal Telefono Rosa di Verona, per prepararsi adeguatamente a ricevere le richieste di aiuto. Lo sportello sarà aperto a giorni ed orari prestabiliti, all’interno dello stesso vi saranno sempre due volontarie che gratuitamente e con la garanzia del più assoluto anonimato forniranno la prima assistenza alle vittime di abusi, indicando loro quali sono le strutture presenti all’interno del nostro Territorio e/o fissando appuntamenti con Psicologi e Avvocati che gratuitamente forniranno un primo consulto per fugare dubbi o necessità dei maltrattati. Infine, la nostra associazione intende occuparsi anche di recupero delle vittime attraverso l’organizzazione di corsi volti ad incrementare l’autostima e la fiducia in sé stessi, in modo che acquisendo una maggior considerazione delle proprie potenzialità e capacità, le donne e gli uomini ed i minori non siano più terreno fertile alle prevaricazioni dei propri compagni; nonché corsi di autodifesa per apprendere come incrementare le proprie capacità di reazione, le tecniche per liberarsi e prevenire con piccoli accorgimenti le aggressioni, in modo che le vittime, nel malaugurato ma non improbabile caso in cui si dovessero di nuovo trovare in situazioni di pericolo possano cercare di difendersi o quantomeno liberarsi per fuggire.

Il Presidente Ketty Remelli
febbraio 2015

Categorie:Uncategorized

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